LSL: avv. Giacomo Luisi Sports Law, agente di calciatori

Assistenza sportiva

Domande frequenti

PERCHE' RIVOLGERSI ALLO STUDIO LSL LUISI SPORTS LAW ?

Professionalità, competenza, fiducia, onestà e trasparenza sono i pilastri imprescindibili sui quali si basa il nostro studio. Avvalendosi di uno staff diligente e competente lo studio offre risposte concrete a tutti coloro che operano nel mondo dello sport e che hanno necessità di essere aggiornati su norme, regolamenti, comunicati ufficiali, sentenze giudiziarie, discipline fiscali e tributarie. Lo studio informerà il proprio assistito, all’atto dell’incarico, delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da svolgere, precisando le iniziative, la durata e i costi presumibili per la risoluzione della controversia e le ipotesi di soluzione possibile. Lo Studio si impegna, costantemente, nell'adottare strategie imprenditoriali e programmazione d’ingresso sul mercato. La nostra consolidata esperienza, competenza e specializzazione permette di beneficiare i nostri clienti di servizi altamente personalizzati ed assistenza dedicata in materia di negoziazione di contratti, sponsorizzazioni, proprietà intellettuale, arbitrati, mediazioni, licenze e compliance regolamentare. Il nostro staff al fine di fornire un servizio altamente qualificato identifica e seleziona sul mercato italiano partner strategici con cui poter creare sinergie commerciali. Lo Studio presta un servizio di consulenza molto qualificata per agevolare il cliente nel valutare la sua strategia d’ingresso sul mercato italiano in ordine a quelli che sono i suoi obiettivi ma anche sulla scorta delle proprie risorse finanziarie, umane, tecnologiche e di prodotto a sua disposizione.

COSA SI INTENDE PER DIRITTO SPORTIVO?

Il ramo del diritto sportivo pur possedendo delle differenti particolarità rispetto al rito ordinario, è in notevole crescita rispetto ad altri, soprattutto poiché ci sono importanti introiti che derivano da diritti televisivi, pubblicità e sponsorizzazioni, nonché dalle strutture ricettive e commerciali collegate. Il diritto sportivo, infatti, coinvolge non solo gli atleti, ma anche tutti gli altri operatori che lavorano o che si interfacciano con il settore sportivo e quindi federazioni, procuratori sportivi, agenti e manager.

CHI SONO GLI AVVOCATI IN DIRITTO SPORTIVO?

Gli avvocati in diritto sportivo devono essere pronti ad affrontare le problematiche attinenti a questo settore, come i livelli del salario degli atleti, i trasferimenti all'estero, l'organizzazione di eventi sportivi, la gestione delle società e delle associazioni sportive, le sponsorizzazioni, le grandi acquisizioni, il mondo dei media, i brand che richiedono l'immagine degli atleti da associare ai loro prodotti e molto altro. L'avvocatura specialistica in diritto sportivo deve rapportarsi agli interessi dei propri clienti e del business che si sta sviluppando anche fuori dal mercato europeo, come ad esempio in Cina, Stati Uniti, Indonesia e Giappone. Ed è, appunto, per questo motivo che entrano in gioco altri aspetti legali, come quelli legati ai diritti televisivi o di immagine, al marketing e alle sponsorizzazioni che esulano dall'aspetto prettamente tecnico-sportivo, che riflettono il legame tra le pratiche del mondo giuridico e le particolarità degli sport, originando un contenzioso tra gli interlocutori, spesso esteri.

QUALI SONO LE PRINCIPALI TEMATICHE DEL DIRITTO SPORTIVO?

L'ordinamento sportivo e tutti i soggetti appartenenti, il C.O.N.I. e le Federazioni sportive, il contratto di sponsorizzazione e lo sfruttamento dell'immagine, il contratto di merchandising, il contratto di lavoro dell'atleta professionista e dell'atleta dilettante, regolamento ed attività del procuratore sportivo, la cessione del contratto di lavoro sportivo e sulla cessione dei diritti televisivi, la responsabilità sportiva e l'illecito sportivo, le scriminanti sportive, la responsabilità dell'atleta, la responsabilità dell'organizzatore di eventi sportivi, del C.O.N.I. delle Federazioni sportive, la responsabilità del gestore di impianti sportivi, la responsabilità degli insegnanti portivi,allenatori, istruttori, la responsabilità del medico sportivo,la responsabilità dell'arbitro e dell'ufficiale di gara.

COSA SI INTENDE PER BUSINESS D'IMPRESA E MATCHMAKING?

Introduzione e identificazione di business partner e opportunità commerciali.

COSA SI INTENDE PER M&A?

Consulenza e assistenza in operazioni di M&A, vendita e acquisizione, in operazioni nazionali e transfrontaliere, nelle operazioni nazionali e internazionali relative a società sportive, con particolare esperienza per i club calcistici.

COSA SI INTENDE PER COMPLIANCE LEGALE E REGOLAMENTARE?

Assistenza adeguata a società nazionali ed estere nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari e nell’attività ordinaria di gestione.

COSA SI INTENDE PER GIUSTIZIA SPORTIVA?

Per Giustizia Sportiva si intende indicare tutti quegli istituti previsti dagli Statuti e dai Regolamenti delle Federazioni Sportive Nazionali (F.S.N.), al fine di risolvere le controversie esistenti tra le stesse Federazioni, società ed associazioni sportive ed Atleti

COSA SI INTENDE PER GIUSTIZIA SPORTIVA TECNICA?

E' finalizzata a garantire il corretto svolgimento delle competizioni ed il rispetto delle norme tecniche che regolamentano il gioco della disciplina praticata, così come indicate dalla relativa Federazione Sportiva Nazionale (F.S.N.) e, quindi, in ultima analisi, dalla Federazione Sportiva Internazionale (F.S.I.) di riferimento. L'arbitro è colui il quale controlla la regolarità tecnica della gara interpretando ed applicando le “Regole del Gioco” in modo tempestivo (ad es.: fuorigioco, fallo laterale, ecc.), e la cui decisione è spesso insindacabile.

COSA SI INTENDE PER GIUSTIZIA SPORTIVA DISCIPLINARE?

Ha il fine di accertare e punire eventuali violazioni di Norme Federali con la conseguente applicazione di sanzioni a carico di chi non rispetta le stesse norme. I Regolamenti e gli Statuti Federali (sia nazionali che internazionali) prevedono ipotesi di Illeciti Disciplinari (ad es.: dichiarazioni lesive, divieto di scommesse, ecc.), cui corrispondono sanzioni (ad es.: ammenda, diffida, penalizzazioni, ecc.) stabilite proporzionalmente a seconda della gravità del comportamento.

COSA SI INTENDE PER GIUSTIZIA SPORTIVA ECONOMICA?

Mira a risolvere le controversie di tipo patrimoniale insorte tra Società o tra Società ed Atleti (ad es.: omesso pagamento degli emolumenti agli Atleti, ecc.) Essa è amministrata, nel merito, da strutture permanenti delle F.S.N. ovvero da Collegi Arbitrali istituiti presso le stesse Federazioni Sportive Nazionali (F.S.N.) e/o presso le Leghe.

COSA SI INTENDE PER GIUSTIZIA SPORTIVA AMMINISTRATIVA?

Si tratta di provvedimenti relativi al tesseramento, all'affiliazione, e alla partecipazione ai campionati di competenza, in cui si evidenzia il rimedio dell'impugnazione contro le decisioni dell’organo amministrativo federale ritenuti rilevanti anche per l’ordinamento statale.

QUAL'E' LA FIGURA PROFESSIONALE DEL PROCURATORE SPORTIVO?

Quella del procuratore sportivo è una figura professionale a metà fra il consigliere/manager e il legale dell’atleta professionista che segue. Egli segue infatti quest’ultimo nella stipula dei contratti con le società sportive e lo consiglia per quanto riguarda tutti gli aspetti connessi alle sue prestazioni e alla cessione della sua immagine. Il procuratore che ha ricevuto l’incarico è l’unico soggetto legittimato a promuovere e a tutelare gli interessi dell’atleta da lui assistito nei confronti dei terzi. Ora la concorrenza è aumentata quindi è difficile che un giovane riesca a trovare da solo i suoi spazi.Può essere utile affiancare un procuratore più esperto per un periodo di tirocinio che permetta di prendere coscienza del lavoro e delle proprie attitudini e aspettative. In ogni caso è un ottimo incentivo poter entrare nel mercato l’”etichetta” di qualche agente già affermato.

QUAL E' IL PROFILO DEL PROCURATORE SPORTIVO?

Il procuratore sportivo (o agente) è la persona che negozia, per conto degli atleti, i contratti con le società sportive. In cambio, ottiene una percentuale dell’ingaggio, che solitamente oscilla tra il 3% e il 5%, ma può variare, con altre percentuali. L’attività di procuratore sportivo offre innanzitutto consulenza allo sportivo professionista nell’attività di ricerca del suo miglior contratto professionale. Successivamente, cura gli interessi dello sportivo che gli ha conferito l’incarico prestandogli assistenza durante lo svolgimento delle trattative per la stipula o la cessione del contratto e, in genere, nel corso dell’attività diretta alla definizione della durata, del compenso e di ogni altra pattuizione del contratto. Il procuratore assiste poi l’atleta per l’intera durata dell’incarico, curando le trattative per gli eventuali rinnovi del contratto.

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLA PROCURA?

E' un mandato senza rappresentanza, cioè il procuratore non può firmare in nome e per conto dello sportivo; tuttavia rappresenta l’atleta in tutto e per tutto, preoccupandosi di curarne il trasferimento ma anche preoccupandosi della sua posizione fiscale, pubblicitaria, assicurativa, di investimento e quant’altro. Un procuratore deve sapere individuare il giovane di talento, andare a cercarlo e proporsi, decantando la sua professionalità per convincerlo a rilasciargli il mandato.
Il procuratore deve eseguire personalmente l’incarico affidatogli con la massima diligenza professionale e non può delegare neppure il compimento di singoli atti ad altro procuratore o ad altra persona, anche se facente parte della società di cui egli è legale rappresentante.

QUALI SONO I REQUISITI PER L'ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI PROCURATORE SPORTIVO?

A titolo indicativo, per l’esercizio dell’attività di procuratore viene richiesto:

  • fedina penale pulita;
  • non aver ricevuto richiami disciplinari o sanzionatori in FIGC;
  • residente nello stato italiano e possedere diritti politici e civili;
  • essere iscritto al registro dei procuratori sportivi e aver pagato la tassa di iscrizione;
  • presentare il contratto di lavoro firmato con il calciatore, o eventualmente con la squadra di calcio, entro e non oltre i 20 giorni dalla firma;
  • non si deve essere un tesserato della FIGC, un allenatore, un calciatore o un dirigente;
  • un diploma di scuola media superiore (sebbene una laurea, specie in discipline giuridiche, costituisca un titolo preferenziale); il superamento di un apposito esame, che verte su aspetti sportivi e giuridici (nel caso l’aspirante procuratore sia avvocato o procuratore legale, la prova verte solo sugli aspetti sportivi);
  • Il procuratore sportivo deve avere un’approfondita conoscenza dell’ambiente sportivo e della disciplina in cui operano gli atleti che segue. A ottime doti comunicative e di persuasione, unisce un’approfondita conoscenza del diritto sportivo. Deve mantenere una condotta ispirata a principi di lealtà e correttezza, e rispettare le norme in materia di concorrenza e di diritto sportivo.

ESISTE UN PERCORSO FORMATIVO PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROFESSIONE DI PROCURATORE SPORTIVO?

Non esiste un percorso formativo codificato per svolgere la professione di procuratore sportivo. E’ consigliabile possedere una laurea in Giurisprudenza o Economia. Recentemente sono stati attivati dei corsi che uniscono competenze trasversali al mondo del diritto, dell’economia e delle scienze motorie all’interno delle Classi di lauree in Scienze delle attività motorie e sportive e in Scienze dell’economia e della gestione aziendale. Naturalmente alle conoscenze di carattere giuridico ed economico occorre un conoscenza e ed esperienza diretta dell’ambito sportivo e delle discipline in cui si intende operare: molto spesso i procuratori sono stati a loro volta atleti che hanno successivamente maturato conoscenze specifiche richiesta per lo svolgimento di questa professione.

QUALI SONO GLI SBOCCHI PROFESSIONALI PER LA FGURA DEL PROCURATORE SPORTIVO?

Il procuratore sportivo in genere organizzare la propria attività in forma imprenditoriale, avvalendosi anche dell’ausilio di dipendenti e di collaboratori, purché i compiti svolti da questi ultimi siano di carattere esclusivamente interno. In genere, al procuratore sportivo spetta una percentuale (che varia dallo 0,5 al 5%) sull’ammontare lordo di ogni singolo contratto che ha provveduto a far stipulare fra l’atleta e la società sportiva. Per quanto riguarda la cessione dell’immagine, la percentuale può salire fino al 15% sull’ammontare lordo di ogni contratto stipulato.

L'INDIPENDENZA E' UN REQUISITO ESSENZIALE PER ESERCITARE UNA PROFESSIONE INTELETTUALE?

Non sempre. Esistono professioni intellettuali in cui normalmente i professionisti svolgono l’attività in rapporto di subordinazione (ad. esempio, i medici, i giornalisti), ma anche in tal caso dev’essere assicurata l’autonomia degli organi professionali. l’indipendenza è invece essenziale nella professione di avvocato.

E' POSSIBILE ESERCITARE UN'ATTIVITA' PROFESSIONALE SENZA L'ISCRIZIONE ALL'ALBO?

L’iscrizione all’albo è essenziale per l’esercizio di una professione ai sensi dell’art. 2229 c.c., e la ratio di questa norma è evidente: si vuole proteggere non solo l’interesse pubblico al buon andamento dell’amministrazione, ma anche l’interesse dei cittadini ad ottenere specifiche prestazioni professionalmente qualificate. In sede penale si configura il reato di esercizio abusivo della professione (art. 384 c.p.) e di usurpazione di titolo (art. 498 c.p.); in sede civile, si determina la nullità del contratto per mancanza di causa (art. 1418 c.c.), e quindi viene meno l’azione per il pagamento della prestazione eseguita (art. 2231 c.c.) e sorge l’obbligo del risarcimento del danno.

QUALI SONO I CASI SOECIFICI DI INCOMPATIBILITA' PREVISTI DALLA LEGGE PROFESSIONALE?

Sono esclusi tre tipi di attività: l’attività commerciale (in nome proprio e in nome altrui); l’attività subordinata, pubblica e privata, presso aziende private o enti pubblici; l’esercizio di altre professioni (notaio, sacerdote). L’attività professionale non è un’attività mercantile e deve essere svolta con piena autonomia e indipendenza.

UN AVVOCATO PUO' ESSERE PRESIDENTE DI UNA SOCIETA' DI CAPITALI?

La giurisprudenza ha ritenuto di distinguere – sulla base dei poteri conferiti dallo statuto – tra presidente con poteri gestori e presidente con soli poteri rappresentativi, affermando che l’incompatibilità sussisterebbe soltanto nel primo caso. E’ necessario valutare se, di fatto, con la carica assunta sia impedito lo svolgimento effettivo della professione, e solo in questo caso dovrebbero intervenire gli organi forensi disponendo la cancellazione dall’albo.

CHE COS'E' IL PATTO DI QUOTA LITE?

E’ la pattuizione o contratto con cui l’avvocato e il cliente convengono che – quale compenso per l’opera prestata – venga riconosciuta dal cliente all’avvocato una percentuale del bene controverso o del valore dello stesso. L’art. 2233 c.c. comma 3 è stato abrogato e la nuova legge sulle liberalizzazioni consente espressamente la determinazione di un compenso parametrato agli obiettivi perseguiti.

QUANDO SI CONFIGURA LA RESPONSABILITA' AGGRAVATA ex art 96 c.p.c.?

La responsabilità aggravata colpisce la parte (e non l’avvocato) e presuppone la soccombenza totale di colui che ha posto in essere l’illecito processuale, la necessità che la controparte deduca e provi la concreta esistenza di un danno, e infine una particolare forma dell’elemento soggettivo che è indicato come “colpa grave o mala fede” (c.d. temerarietà, secondo il concetto delineato dalla giurisprudenza).

QUALE DIFFERENZA VI E' TRA PUBBLICITA' ED ACAPARAMENTO DELLA CLIENTELA?

Mentre la pubblicità è una manifestazione esteriorizzata e pubblica delle qualità personali e dell’attività, e offende principalmente il dovere di riservatezza avendo un fine indiretto che è l’acquisizione della clientela, l’accaparramento della clientela ha un ambito più particolare (perché colpisce manifestazioni esterne, non necessariamente pubblicizzate) e offende principalmente la dignità, il decoro e ha il fine immediato e diretto di acquisire la clientela.

COSA SI INTENDE PER RAPPORTO DI COLLEGANZA?

Il rapporto di colleganza, invero, è un principio consolidato dalla tradizione ed è da sempre conosciuto. Tuttavia esso non è un dovere primario: l’obbligo di colleganza, infatti, è sempre subordinato al dovere di difesa e indica essenzialmente una modalità di comportamento, piuttosto che un rigido principio da adottare in ogni caso (vedi artt. 22 e 23 c.d.f.).

L’AVVOCATO PUO' METTERSI DIRETTAMENTE IN CONTATTO CON LA CONTROPARTE CHE SIA ASSISTITA DA UN ALTRI AVVOCATO?

No. L’avvocato deve mantenere i rapporti direttamente con il collega avversario. Infatti un rapporto diretto con la controparte potrebbe apparire intimidatorio o vessatorio e rappresenterebbe una mancanza di riguardo nei confronti del collega, sottolineando l’inutilità della sua presenza. Solo in casi particolari, per richiedere determinati comportamenti o intimare messe in mora o evitare prescrizioni o decadenze, la corrispondenza può essere indirizzata direttamente alla controparte, sempre peraltro inviandone copia per conoscenza al legale avversario.

COSA SI INTENDE PER MEDIAZIONE?

La mediazione è l’attività professionale svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa. La mediazione può essere facoltativa (se scelta dalle parti), demandata (quando il Giudice, cui le parti si siano già rivolte, invita le stesse a tentare una mediazione) e obbligatoria (quando per poter procedere davanti al giudice le parti debbono aver tentato senza successo la mediazione). Quest’ultima è attualmente obbligatoria in materia di: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, condominio, risarcimento danni da circolazione stradale e natanti.

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